Buoni pasto e tassazione: cosa cambia nel 2026?

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Buoni pasto e tassazione sono un tema sempre più rilevante per aziende e dipendenti, soprattutto in un contesto normativo in evoluzione. Ma quali sono le regole attuali, cosa potrebbe cambiare con la Manovra 2026 e come sfruttare al meglio i vantaggi fiscali?

Nel panorama del welfare aziendale, i buoni pasto rappresentano uno dei benefit più diffusi e apprezzati, grazie alla capacità di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e semplificare l’organizzazione interna delle aziende.

La discussione aperta dalla Manovra di Bilancio 2026 — che propone l’aumento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro — apre oggi un nuovo scenario sulle dinamiche dei buoni pasto, tassazione e impatto in busta paga.

Si tratta di una modifica normativa che potrebbe rendere questo strumento ancora più competitivo, valorizzando i provider che già operano con efficienza e capillarità sul territorio, come Day impegnata nello sviluppo di un welfare aziendale sostenibile, digitale e vicino alle persone.

Indice

Buoni pasto: la tassazione nel 2025

I buoni pasto sono uno degli strumenti più utilizzati nel welfare aziendale italiano, grazie alla loro funzione essenziale: sostenere la pausa pranzo dei lavoratori e offrire alle aziende un benefit fiscalmente vantaggioso.

La normativa che regola la tassazione dei buoni pasto, nel 2025, distingue tra formato cartaceo ed elettronico, prevedendo soglie di esenzione differenti. Attualmente, infatti:

  • I buoni pasto cartacei sono esenti da tassazione fino a 4 € al giorno;
  • I buoni pasto elettronici, invece, sono esenti fino a 8 € al giorno, una soglia più alta dovuta alla maggiore tracciabilità del formato digitale e al minor rischio di utilizzi impropri.

Questa differenza ha favorito negli anni la crescita del ticket elettronico, oggi considerato lo standard più efficiente sia in termini gestionali sia per quanto riguarda la tassazione del buono pasto elettronico.

Tuttavia, in un contesto segnato da inflazione e aumento dei costi della ristorazione, la soglia di 8 euro non rispecchia più il prezzo reale di un pasto fuori casa. Da qui il crescente dibattito sulla tassazione buoni pasto oltre 8 euro e la richiesta di un adeguamento che possa rispondere meglio alle esigenze dei lavoratori.

Buoni pasto: la tassazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026

In questo scenario si inserisce la proposta della Manovra 2026, che mira ad aggiornare i limiti fiscali e a valorizzare ulteriormente il ruolo dei buoni pasto elettronici come benefit moderno, sostenibile e perfettamente integrato nelle politiche di welfare aziendale.

La bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce, infatti, una modifica significativa al regime fiscale dei buoni pasto, intervenendo direttamente sull’articolo 51 del TUIR. La proposta – attualmente in discussione – prevede un aggiornamento delle soglie di esenzione fiscale che potrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, qualora il testo venisse approvato nella sua formulazione attuale.

Le principali novità prevedono:

  • L’innalzamento della soglia di tassazione dei buoni pasto elettronici da 8 € a 10 € al giorno;
  • La conferma del limite di esenzione per i buoni pasto cartacei a 4 € al giorno.

 

Si tratta di un intervento che va nella direzione di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e di dare impulso ai consumi nel settore della ristorazione, oggi fortemente influenzato dall’aumento dei costi e dalle nuove abitudini di spesa. Allo stesso tempo, la misura mira a promuovere in modo ancora più netto il formato digitale, considerato più trasparente, tracciabile ed efficiente sia per le aziende sia per gli operatori.

Tassazione dei buoni pasto a 10 euro: cosa cambia?

Se la Manovra 2026 venisse approvata, portando all’innalzamento della soglia di esenzione fiscale, questo avrebbe effetti immediati sul potere d’acquisto dei lavoratori e sulla pianificazione dei costi per le imprese. La misura andrebbe a incidere direttamente su aspetti come la tassazione buoni pasto in busta paga e sulla convenienza del formato elettronico.

Nello specifico, per i dipendenti, l’aumento della soglia esente rappresenterebbe un beneficio concreto per chi utilizza ogni giorno i ticket digitali. Con il passaggio da 8 a 10 euro, infatti:

  • il valore annuo non tassato potrebbe aumentare da 1.760 € (8 € × 220 giorni) a 2.200 € (10 € × 220 giorni);
  • il vantaggio economico netto per il lavoratore potrebbe variare tra 440 e 500 euro l’anno, a seconda dei giorni effettivi di utilizzo.

Poiché la soglia esente non concorrerebbe alla formazione del reddito imponibile, una parte maggiore del buono diventerebbe totalmente detassata.

Per le imprese, invece, l’aggiornamento normativo consentirebbe di migliorare il valore del benefit senza aumentare il costo del lavoro. Entro la nuova soglia, infatti, il buono non genererebbe ancora oneri contributivi né effetti negativi sulla tassazione dei buoni pasto busta paga, mantenendo tutti i vantaggi fiscali già previsti dall’attuale disciplina.

Buoni pasto 2026: scegli Day - Società Benefit

L’aumento della soglia a 10 euro non sarebbe solo un adeguamento normativo, ma anche un’opportunità per valorizzare i provider che hanno già investito in tecnologie digitali, sostenibilità e servizi evoluti.

Tra questi, Day – Società Benefit si distingue per esperienza, solidità e per la capacità di garantire:

  1. un welfare realmente vicino alle persone. Come Società Benefit, Day integra obiettivi economici e responsabilità sociale, proponendo strumenti che migliorano ogni giorno la vita dei dipendenti.
  2. una rete di accettazione ampia e affidabile. La rete Day copre tutto il territorio nazionale, facilitando l’utilizzo dei buoni nella ristorazione e nella spesa quotidiana. Con il valore esente a 10 euro, questa capillarità diventerebbe un vantaggio concreto.
  3. soluzioni digitali già pronte alla nuova normativa. L’innalzamento della soglia favorisce i sistemi trasparenti e tracciabili: l’ambito in cui Day eccelle da anni, grazie a piattaforme intuitive e processi interamente digitalizzati.
  4. supporto consulenziale e visione di lungo periodo. Day affianca le aziende nella gestione dei benefici, aiutandole a ottimizzare costi, policy interne e percorsi di welfare aziendale.

 

Affidarsi a Day significa, quindi, scegliere un partner che combina innovazione digitale, sostenibilità e attenzione concreta alle esigenze di aziende e dipendenti.

La gamma dei Buoni Pasto Elettronici Day offre, infatti, un’esperienza smart, sicura e tracciabile.
Le aziende possono gestire le ricariche e monitorare i consumi in pochi click, mentre i lavoratori possono usare il buono direttamente dallo smartphone tramite la nuova app Buoni Day.

Per realtà più complesse, invece, come pubbliche amministrazioni o aziende multisede, il Buono Pasto Elettronico Mensa Diffusa garantisce massima flessibilità, deducibilità al 100% e controllo dei costi grazie ai pagamenti a consuntivo e all’assenza di limiti di valore.

La rete di accettazione Day, ampia e affidabile, rende facile trovare locali convenzionati e utilizzare il buono in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi.

Scegliere Day significa adottare un modello di welfare moderno, digitale e vicino alle persone: un investimento concreto nel benessere quotidiano, oggi ancora più conveniente grazie all’evoluzione delle soglie fiscali e al nuovo quadro normativo sulla tassazione dei buoni pasto 2025 e 2026.

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